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Il Makiwara

Pubblicato da Roberto Riccio il 30 Maggio 2020
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Cosa significa Makiwara


巻き藁

巻き maku (rotolo) 藁 wara (paglia)

Il termine significa “rotolo di paglia”, dal momento che un classico makiwara è proprio questo.
È uno degli elementi più caratteristici dell’allenamento di Karate.
Purtroppo attualmente raramente e sempre meno utilizzato a causa del carattere sportivo che questa Arte Marziale sta acquisendo e soprattutto al grande impegno fisico e mentale che richiede il suo utilizzo.
Nel mondo del Karate Tradizionale il makiwara è uno strumento fondamentale per la crescita e l’allenamento del Karateka.
Sviluppato ad Okinawa, è uno dei pochi strumenti di hojo undo 補助 運動 “esercizio supplementare” termine che nel Karate Tradizionale descrive l’allenamento con utensili.

Cos’è il MAKIWARA

Makiwara

Il makiwara è uno dei più primitivi e tradizionali strumenti di addestramento del Karate. Dall’origine delle Arti Marziali, i Maestri hanno cercato metodi complementari per sviluppare le loro abilità marziali.
Originariamente era un fascio di “paglia arrotolata” legato ad un supporto tramite una corda destinato a ricevere gli impatti di alcune tecniche di Karate.

La struttura del Makiwara è piuttosto semplice e facile da comprendere. Negli anni e soprattutto entrando in contatto con il mondo occidentale ha subito adattamenti, modifiche ed aggiornamenti. Ad Okinawa era sempre costruito con materiali semplici ed economici provenienti dall’ambiente circostante il Dojo. Il supporto del “colpitore” tradizionale era in un principio il tronco di un albero. Nel tempo è cambiato permettendo così il suo utilizzo anche all’interno del Dojo passando da una lamina di legno conficcata nel pavimento a svariati tipi di supporti, materiali e tipologie.

Tipi di MAKIWARA

Costruire un Makiwara
Costruire un Makiwara

Il classico makiwara si compone di un’asse di legno lavorata ottenendo la base più spessa e la cima più sottile. L’asse veniva originariamente “piantata” nel terreno per circa 2/5 della sua lunghezza e fissata con alcune stecche di ancoraggio inserite trasversalmente.
Il tipo di legno utilizzato per l’asse è il faggio, frassino o quercia; spesso anche cipresso o cedro.
La parte più alta “colpitore” veniva ricoperta originariamente da paglia di riso avvolta e legata con una corda.
Tutto questo “sistema” ha la caratteristica e capacità di assicurare gli urti attraverso il suo smorzamento. E’ importante che questa tipologia di makiwara abbia una possibilità di movimento elastico di almeno 15-20 cm. nella sua parte alta in corrispondenza del “colpitore”.

Esistono poi, diversi tipi di makiwara che a grandi linee possono essere piatti o cilindrici.
Alcuni variano anche in base al materiale, peso e consistenza.
Concettualmente ci sono due modelli:

  • Morbido: speciale per rafforzare le articolazioni e ridurre la sensazione di colpo ad ogni impatto. Non offrono alta resistenza e non possono generare alcun tipo di lesione in merito all’intensità della cedevolezza
  • Rigido: questo tipo di makiwara offre molta resistenza ad ogni colpo. È più adatto per colpi perfetti realizzati con grande precisione.

Nel tempo il makiwara si è adattato alle esigenze logistiche dei “Dojo” di tutto il mondo. Oggi è possibile trovare makiwara con ancoraggi, materiali e rivestimenti di ogni tipo.

Tipi Makiwara
Tipi Makiwara

A cosa serve il MAKIWARA

Il Karate è l’Arte della mano vuota, non usa le armi; il corpo e in particolare le mani sono le armi. Per convertirli in armi, è necessario indurirli, abituare i pugni a entrare in contatto con aree dure senza ferirsi. Questa è la funzione principale del makiwara, ma non l’unica; il makiwara allena la corretta esecuzione delle tecniche, precisione, potenza ed indurisce l’area del corpo che verrà utilizzata come arma.

Gichin Funakoshi
Gichin Funakoshi

Esercitarsi con questo strumento rafforza le parti del corpo che il Karateka usa per colpire. Tuttavia, il condizionamento delle armi naturali del corpo non è l’unica o primaria funzione del makiwara, ma piuttosto un risultato della pratica. In sostanza, svolge un’altra missione ancora più importante, che è quella di consentire al praticante d’imparare a colpire e applicare la forza correttamente su un bersaglio fisico, sperimentando e abituandosi alle sensazioni prodotte colpendo qualcosa di solido che offre resistenza.

Yoshitaka Funakoshi
Yoshitaka Funakoshi

Non è possibile sperimentare la vera sensazione di una tecnica senza colpire qualcosa di solido, e sembra ragionevole che un Karateka (che si avvicina alla sua pratica da un punto di vista marziale) sia interessato a sapere fino a che punto le sue tecniche sono efficaci (o meno), e anche essere consapevole dell’effetto che il loro utilizzo avrà (sia sul corpo dell’avversario che da solo). Una tecnica eseguita libera può sembrare tecnicamente corretta, forte ed efficace, ma testarla su un bersaglio reale potrebbe rivelare che non lo è. La resistenza del makiwara consente di sviluppare la sensazione di penetrazione quando si colpisce. Senza questa sensazione, c’è il pericolo di colpire il bersaglio invece di “attraversarlo”. In una situazione reale, la differenza potrebbe essere costosa. Poiché il corpo tende a fare ciò che è addestrato a fare, sapere di cosa siamo capaci è una qualità preziosa.

Masutatsu Oyama
Masutatsu Oyama

Sfortunatamente, il makiwara è attualmente poco conosciuto per non dire sconosciuto e la sua utilità e modalità d’uso non sono né conosciuti né compresi correttamente. Nelle odierne “palestre/club”, la sua pratica è caduta in disuso, apparentemente considerata troppo grossolana, inadatta o semplicemente antiquata. La pratica del makiwara è considerata innecessaria nel moderno Karate e non ne fa più parte. Di conseguenza, un gran numero di praticanti si allena convinto che colpire l’aria sia sufficiente e con l’illusione che colpire con “buona forma” (estetica) e apparentemente “potente” (veloce / esplosivo) sarà efficace al momento della necessità… Oggettivamente, non si può dire che un colpo sia potente senza scaricarlo su un bersaglio. Un colpo non è un colpo fino a quando non colpisce qualcosa, e senza un allenamento ad impatto, la stragrande maggioranza di tutti quei pugni apparentemente potenti verrebbe probabilmente frantumata colpendo effettivamente qualcosa di solido.
Tuttavia, se pratichi il Karate solo come ginnastica, non devi colpire nulla.

Allenamento Makiwara

In certa misura, i Kihon ed i Kata sono utili per rafforzare i pugni. Ma in ogni caso, colpisci solo l’aria, quindi non c’è resistenza o risposta e se non hai mai la possibilità di provarlo, non puoi avere davvero fiducia nel colpo. E’ quì che il makiwara gioca un ruolo importante. Con un allenamento continuo ed adeguato, il lavoro del makiwara porta benefici essenziali per il Karateka come lo sviluppo di potenza d’impatto, precisione, coordinazione, senso della distanza e controllo e servirà anche ad imparare l’uso corretto della forza, allineamento articolare e respirazione.
Tuttavia, l’uso del makiwara continua a essere oggetto di dibattito, poiché oltre a pensare che sia assolutamente inutile o un metodo di condizionamento chiaramente migliorabile, alcuni lo considerano addirittura dannoso per le articolazioni e le ossa. Questa opinione è diametralmente opposta a quella espressa dai tradizionali maestri di Karate. Non dovrebbe essere necessario dire che in nessun caso il makiwara ha come obiettivo “distruggere le mani”, produrre calli e/o artrosi o causare danni a scapito del praticante.

Come ogni cosa, la pratica del makiwara dovrebbe essere affrontata in modo sensato, diventare una parte regolare dell’allenamento e intensificarsi progressivamente. Invece di cercare il potere, inizialmente dovresti concentrarti sul colpire correttamente.
Colpendo effettivamente qualcosa, il praticante non solo sviluppa quell’abilità ma migliora la sua tecnica, cercando di non diventare negligente, poiché, come nella vita reale, se colpisce in modo errato, può causarsi danni. Allo stesso tempo, lo strumento consente d’identificare e correggere gli errori, offrendo feedback e rivelando chiaramente i possibili difetti di ogni colpo.

Attualmente, è difficile comprendere lo scopo dell’allenamento al Makiwara . Nell’antichità, quando il Karate veniva applicato nel combattimento reale, frequentemente, la preparazione fisica e soprattutto la tecnica facevano la differenza tra la vita e la morte. La consapevolezza di combattere contro un altro addestrato e disposto ad uccidere è ciò che ha portato il combattente di Karate a essere il più preparato possibile per non mettere a rischio la propria vita.

Allenarsi con il MAKIWARA

Uso Makiwara

Per comprendere appieno la modalità di allenamento del makiwara, è necessario comprendere appieno questa domanda: qual è l’obiettivo del makiwara nell’allenamento di Karate?

Ebbene a prima vista sembra essere un semplice oggetto da colpire in un punto preciso…
Dal punto di vista meccanico educa l’individuo, alla sincronizzazione del respiro con il colpo/impatto aiutando a riconoscere il momento dell’impatto nella mente subconscia preparando la zona d’impatto; in questo modo la contrazione sarà praticamente nulla fino al momento del contatto con il bersaglio aiutando così il rilassamento e cercando di eseguire la tecnica con una contrazione molto selettiva.
Un altro importante vantaggio è l’educazione di un atemi penetrante; cioè in grado di causare danni agli organi interni.
Come esempio basta immaginare qualcuno su una pista di pattinaggio che tenta di spingere un ostacolo scivolando, logicamente…
Il makiwara insegna che la leggera contrazione che si verifica nel tanden (“centro gravitazionale del corpo”) al momento dell’impatto fissa istantaneamente l’individuo al suolo, dandogli un grande potere penetrante e zero rinculo, motivo per cui è di grande importanza:

  • che il legno si fletta tra 10 e 20 cm. al suo apice (atemi)
  • che l’asse centrale del corpo non sia allineato con il makiwara.

La cosa corretta nell’uso del makiwara è colpire senza usare protezioni, all’inizio con una potenza media e usando il dolore come indicatore di quando è necessario fermarsi. Per cominciare si consiglia di eseguire i pugni (tsuki); con la pratica continua il praticante potrà allenare:

  • Gyaku tsuki (seiken)
  • Gyaku tsuki (tate)
  • Kagi tsuki
  • Teisho uchi (gyaku)
  • Shuto uchi (gyaku)
  • Uraken uchi
  • Hiji-Empi (gyaku)
  • Hiza geri
  • Mae geri
  • Yoko geri
  • Mawashi geri

Ci vogliono tempo e pazienza per ottenere risultati visibili.
È comune per i principianti colpire il makiwara con paura o viceversa all’inizio; l’idea è quella di colpire senza perdere mai la tecnica, che si tratti di pugni o gambe. Gli estremi sono pericolosi; colpire il makiwara con paura e poca potenza non darà risultati positivi al praticante mentre colpire con potenza eccessiva provocherà lesioni.

Uno dei principali obiettivi dell’allenamento del makiwara, attraverso il suo meccanismo, è sviluppare l’efficacia del colpo attraverso la coordinazione corporea. Questa coordinazione del corpo consiste nel dirigere un colpo (quindi la forza/energia che il corpo espelle con le estremità) verso un punto specifico. In altre parole, imparare a coordinare la forza espulsa e convogliarla/dirigerla verso un obiettivo specifico.

Generalmente, l’allenamento con il makiwara viene eseguito staticamente sebbene ci siano anche sessioni di allenamento più complesse con il makiwara, in cui il combattente di karate deve essere in costante movimento.

Nell’allenamento con il makiwara è assolutamente necessario combinarlo con esercizi per il rafforzamento e l’elasticità del corpo. Il ritmo di allenamento e ripetizioni deve essere misurato rigorosamente altrimenti un allenamento eccessivo con il makiwara può essere dannoso per le strutture delle ossa del polso e delle nocche. Quindi l’allenamento con il makiwara deve iniziare con poche ripetizioni a bassa intensità aumentandole gradualmente. Per allenarsi in modo eccellente sarebbe consigliato un makiwara da parete con un’eccellente superficie imbottita.

Per finire ed a titolo di sintesi ecco alcune delle precauzioni da prendere in considerazione durante l’allenamento:

  • iniziare con un makiwara con imbottitura molto morbida ed asse molto flessibile; qualcuno starà pensando … beh, uso uno duro ed eseguo le tecniche lentamente; alla fine finirai sempre per colpirlo duramente ed il rischio di lesioni è alto…
  • cadenza corretta, inizialmente è data dal ritmo respiratorio
  • esegui esercizi complementari di rafforzamento ed elasticità
  • inizia sempre con tsuki.
  • la cosa più importante all’inizio è la traiettoria corretta, la posizione delle spalle e il posizionamento della mano alla fine, la forza con cui si colpisce non ha assolutamente alcun significato a questo livello
  • se fa male, fermati e consulta l’istruttore; ricorda che ci sono esercizi di preparazione al lavoro con il makiwara
  • posizione elevata, non rigida e confortevole altrimenti causerà mal di schiena ai principianti
  • il tuo asse sagittale/linea centrale, non deve essere allineato con il makiwara, viene colpito leggermente sotto la spalla e 90º dal piano frontale
  • qualsiasi tecnica utilizzata in uno scontro può essere e dovrebbe essere lavorata al makiwara; è un buon modo per testarla e rafforzarla
  • meglio scegliere poche tecniche e padroneggiarle
  • se sei destro, esercitati il doppio con la sinistra e viceversa.

Sensei Eiichi Miyazato sottolineava l’importanza del makiwara non tanto per il condizionamento ma quanto per il corretto utilizzo delle anche e del corpo intero (quindi principi del chinkuchi, Gamaku, ecc…).

Si dice che sia impossibile conoscere il Karate Do senza aver usato il Makiwara.


Articolo scritto da Roberto Riccio

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